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Ansia sociale: come affrontarla

Vorrei scappare da questa stanza….


Ansia sociale

"Solo se hai paura di te stesso, avrai paura degli altri. Se ami te stesso, ami gli altri."

Cit. Osho


Tutti abbiamo sperimentato almeno qualche volta una sensazione di forte attivazione e di “chiusura alla bocca dello stomaco” nelle situazioni in cui, soprattutto in ambiti decisivi per la nostra vita, dovevamo relazionarci con altre persone, specialmente se incontrate per la prima volta.


Mi sto riferendo sia a situazioni più rilevanti, quali parlare ufficialmente in pubblico, sia a quelle più quotidiane: una festa, un evento, persino andare in palestra!

Questo atteggiamento percepito come “senza scampo”, nel bene (più raramente) o nel male (quasi sempre) condiziona tutte le interazioni, creando forte imbarazzo e, nei casi più estremi, sino ad inibirle del tutto.


Un breve cenno neurologico: tali sati sono associati ad un’amigdala, deputata al controllo della paura, che si trova in uno stato di iperattivazione.

L’amigdala e la sua posizione
L’amigdala e la sua posizione

Questa è una forma di reazione automatizzata di timidezza che potremmo definire “esagerata” ed irrazionale che, prima di giungere alla gravità di uno stato che può trasformarsi in una vera e propria patologia (la Fobia sociale), merita immediata attenzione.


Facciamoci ora qualche domanda …

Mi sento ansioso quando devo….

  • parlare al telefono in pubblico e non posso evitare che gli altri ascoltino?

  • partecipare ad un’attività di gruppo con estranei?

  • bere o mangiare in pubblico?

  • parlare per la prima volta con persone che incontro o in pubblico?

  • andare a un party o a un evento dove non conosco nessuno?

Se queste situazioni causano reazioni fisiologiche intense (battito cardiaco accelerato, fiato corto, sudorazione, arrossamento del viso) non controllabili e di preoccupazione/confusione si può giungere a comportamenti di evitamento piuttosto che affrontare le proprie paure, entrando in un circolo vizioso di accentuazione della voglia di isolamento.


Ciò potrebbe tradursi in effetti negativi su ampie sfere della vita lavorativa, privata e sociale: anche altre certezze cardine della nostra esistenza potrebbero iniziare a sfaldarsi generando effetti negativi a lungo termine.


Come posso fare allora?

Come per ogni difficoltà, l’aspetto che richiede il primo e maggiore sforzo è quello di decidersi a chiedere aiuto.


Proprio con il Counseling Psicobiologico potrai affrontare un percorso dedicato, basato su tecniche scientifiche, introdotte in un ambito solo tuo, di ascolto, accoglienza ed empatia non giudicante, che ti riporterà all’equilibrio, fondamentale ed imprescindibile caratteristica di un effettivo benessere.


Dott.ssa Jasmine Lara Bettinelli Counselor Psicobiologico
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