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Hai spesso voglia di guardare dalla finestra? Vivi con il senso di colpa pensando di perdere del te?

Aggiornamento: 23 mag 2022

GUARDA FUORI DALLA FINESTRA MA NON SOLO. PENSA, GUARDATI DENTRO. IL COUNSELING PSICOBIOLOGICO AIUTA A FAR GUARDARE IN MODO DIFFERENTE E CONSAPEVOLE FUORI DA QUELLA FINESTRA E DENTRO DI TE: CAPIRAI CHE NON STAI PERDENDO TEMPO.


Guardare fuori dalla finestra, lasciar vagare gli occhi al di là dei vetri, non è sinonimo di perdita di tempo.


Perché a volte chi guarda attraverso questa soglia non ha interesse a vedere il mondo esterno, bensì desidera navigare attraverso l’introspezione, raggiungere i suoi mondi interiori alla ricerca di nuove possibilità.


Pochi esercizi mentali possono essere più sani di questo.

Guardare dalla finestra può sembrare una attività semplice e può essere colpevolizzata come una perdita di tempo: ma essa da’ grandi benefici.


I quadri di Edwuard Hopper.

Una donna davanti alla finestra. A volte è una stanza d’albergo, a volte una stanza da letto o un bar… L’immagine è sempre la stessa: uno sguardo femminile che sembra superare il vetro e trovarsi molto lontano da quel piccolo spazio che lo circonda. Cosa guardano queste donne?


La risposta può essere: tutto o niente. L’artista Hopper era un esperto nel creare stati d’animo e atmosfere in cui lasciarsi contagiare da emozioni di definizione non semplice. La luce, le forme, i colori: tutto doveva favorire una determinata sensazione. Per questo motivo usava spesso la risorsa di una finestra vicino ai suoi personaggi.

Cosa sono le finestre?


Sono soglie per la mente umana, una risorsa indispensabile per ogni sognatore. Anche per chi ha bisogno di riposo dopo un giorno stressante e appoggia la fronte sul vetro freddo di un finestrino della metropolitana. È in questo momento che lo sguardo si rilassa e l’immaginazione si accende. È in questo momento che iniziamo a sognare a occhi aperti e il nostro cervello trova sollievo, libertà, benessere.


La persona alla finestra, una donna, un uomo, un bambino: sono assenti, scollegati dall’ambiente circostante, ma collegati alle loro divagazioni, alle loro fantasticherie.

Questa “pratica” continua ad essere non ben vista.

Perché guardare fuori dalla finestra è sinonimo di improduttività, di non essere presenti nell’immediatezza che ci circonda, nelle responsabilità che abbiamo, e ciò in quanto raramente ci sentiamo autorizzati ad immergerci nei nostri stati mentali per sapere cosa stia succedendo lì dentro.


Chiunque lo fa rimane immobile, non genera nulla, non dimostra nulla.

E questo, in una società orientata ai risultati, è poco considerato, per nulla tollerato.

Forse per questo motivo guardare fuori dalla finestra è un esercizio che preferiamo fare in solitudine intendendo lasciare gli occhi vagare oltre il vetro per guardare senza vedere quello che accade fuori.


Nella realtà inconsapevolmente stiamo effettuando un viaggio al contrario. Non ci interessa cosa c’è là fuori, perché ci è ben noto: traffico, gruppi di persone, una città che si muove nella routine di sempre.


Siamo attirati dal nostro cervello come l’ancora viene accolta dagli abissi del mare. E lì succede qualcosa di meraviglioso e utile per il nostro sviluppo emotivo e psicologico.


Counseling psicobiologico

Si sogna ad occhi aperti.

Chi sceglie di guardare fuori dalla finestra per mezz’ora, invece di continuare a lavorare con il proprio computer, è una persona pigra.


Quindi il lavoratore che in un dato momento sceglie di lasciare tutto per prendersi un caffè alla finestra non sopporta la pressione, è improduttivo.

Al giorno d’oggi, continuiamo ad associare il movimento con le prestazioni e la passività con la pigrizia.


Si devono cambiare queste prospettive, queste idee superate perché sognare ad occhi aperti rappresenta l’arte di trovare meraviglie nascoste nel nostro cervello: significa allenare la mente per espanderla ancora di più attraverso l’introspezione, la curiosità, il simbolismo e l’immaginazione.


E’ notoria la plasticità neuronale del nostro cervello: manteniamo allenata tale plasticità.

Tutto il potenziale nascosto in ognuno di noi può essere ritrovato davanti a una finestra.

Guardare fuori dalla finestra in un certo momento della giornata equivale a prendere un appuntamento con sé stessi.


Significa attraversare la soglia di quel mondo interiore così spesso trascurato. Quel mondo che non serviamo o nutriamo perché l’esterno esige troppo da noi, perché la società di oggi ci vuole iperconnessi, assillati da infiniti stimoli.


Il Counselor psicobiologico ti insegna ad imparare a determinare dei limiti frenanti contro tutti tali stimoli, e ti accompagna a capire che andare di tanto in tanto alla finestra, davanti a quella finestra, non potrà che essere un toccasana, anzi sarà un modo per ricongiungersi con sé stessi e trarre da noi quel benessere che aiuterà la nostra vita a migliorare e ad apparire degna di essere vissuta.


Davanti a quel vetro e a quel riflesso sono contenuti i nostri sogni, dove scorgere la nostra bellezza interiore e un mondo pieno di infinite possibilità.


Dr. Enrichetta Proverbio Counselor Psicobiologico.
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