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Il valore del pianto

Aggiornamento: 23 mag 2022

“Il pianto segnala a sé stessi o ad altre persone che c’è qualche importante problema che è almeno temporaneamente oltre la propria abilità di affrontarlo” Jonathan Rottenberg

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Ma piangere fa bene?

È piuttosto diffusa e assolutamente maggioritaria la dottrina scientifica secondo cui il pianto sarebbe una vera e propria valvola di sfogo e, soprattutto negli uomini, aiuterebbe a star meglio. A sostenerlo sono stati dei ricercatori americani ed olandesi, i quali, facendo delle indagini approfondite congiunte su oltre 3000 persone di 30 Paesi diversi hanno raggiunto la conclusione che piangere fa bene.


Eppure, alcuni altri studi (Hendriks et al., 2007) sembrano invece indicare che piangere faccia aumentare i livelli di stress, con conseguenze negative sull’umore.

Ultimamente è stata quindi messa in discussione l’idea che il pianto sia sempre seguito da sollievo. Le più recenti ricerche, come detto, indicano infatti che in realtà noi non ci sentiamo bene dopo aver pianto.


Allora che dire di quella sensazione di “pseudo-benessere” che segue un pianto liberatorio?

Gli autori suggeriscono che, sebbene il pianto abbia dapprima un effetto attivante, facendo aumentare la frequenza cardiaca, dopo aver pianto si assiste ad una diminuzione della frequenza respiratoria, che si sa essere associata ad uno stato di calma.

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Chi ha ragione?

Se non si piange da soli e si ha di fronte un interlocutore aperto e non giudicante, anzi empaticamente accogliente, è la vicinanza di tale soggetto e non il pianto in sé a sortire effetti positivi come la diminuzione dell’intensità della tristezza. In situazioni, invece, in cui il pianto espone al giudizio o addirittura alle critiche dello spettatore, ecco che si assiste ad un aumento del disagio psicologico in chi piange.


Con il Counseling Psicobiologico si viene a creare proprio quella relazione empatica ed aperta in cui gli episodi di pianto avvengono in un ambito protetto che si rivela il luogo ideale per consentirsi liberamente anche questo tipo di forte reazione emotiva, accogliendola, senza timore alcuno di giudizio.


Dott.ssa Jasmine Lara Bettinelli Counselor Psicobiologico
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