top of page

“NON RIESCO AD USCIRE DA UNA RELAZIONE CON UN NARCISISTA PATOLOGICO: COME FACCIO, STO MOLTO MALE?”

“SONO VITTIMA DI GASLIGHTING: COME FACCIO AD USCIRE DA QUESTA MANIPOLAZIONE AMBIENTALE? NON RIESCO DA SOLA”

Con il Counseling Psicobiologico avrai il sostegno adatto per riuscirci




Chi può essere definito “narcisista patologico”?

Esiste il soggetto “narcisista patologico”, nel senso che la persona narcisista di per sé è patologica, oppure esiste una specie di narcisismo rafforzato, appunto patologico?

Occorre aver chiaro che ogni persona ha quote di narcisismo, essendo importanti, essenziali per muoversi nella vita: per es. per aver un buon profitto scolastico, per la carriera lavorativa, provvedere alla cura di se stessi.

Come tanti disturbi trattati in psicologia quando un aspetto della personalità diventa eccessivo può sfociare nella psicopatologia.

Possiamo definire narcisista patologico il soggetto che ha quote di narcisismo talmente importanti, alte e prepotenti da sfociare con i propri agiti in contesti psicopatologici, che sarebbero meritevoli di sostegno professionistico.


Il presente editoriale non vuole entrare nell’ambito della psicopatologia, non essendo di pertinenza del Counselor psicobiologico.

Nel presente contesto si intende por mente al fatto che in dottrina scientifica vengono elencati dei segnali di riconoscimento di una persona narcisistica patologica. I segnali riscontrati sono i seguenti.

- Parla di sé senza dare la possibilità di far prendere la parola ad altri: la conversazione è unidirezionale: occorre faticare perché l’ascoltatore esprima un proprio punto di vista, senza peraltro ottenere manifestazioni di ascolto del narcisista che lo ignorerà, non lo ascolterà;

- Interrompe la conversazione del proprio interlocutore, portando rapidamente lo stesso su argomenti che lo riguardano; egli infatti mostra ben poco interesse genuino nei confronti di detto interlocutore;

- Rompe le regole, amando allontanarsi dalle norme sociali: in casi gravi il disturbo manifestato dal narcisista tende a confondersi con un disturbo antisociale;

- Mostra disprezzo per le idee altrui, per i sentimenti, i beni e le caratteristiche fisiche e caratteriali altrui: passa oltre insensibilmente; si appalesa aprivo di sensi di colpa, privo di rimorso; spesso incolpa la vittima di non aver rispetto altrui per addossare alla vittima stessa la responsabilità di quanto da lui determinato;

- Mostra sempre il meglio di sé per impressionare, usando le persone per rimandare una immagine di sé altamente positiva, e ciò per sostituire il vero sé che in realtà prova, credendolo inadeguato; si esprime in modo teatrale, esagerato all’insegna del “…io sono meglio di te …”, “…guardate quanto sono speciale, tanto da essere meritevole di amore e di ammirazione…”;

- Si aspetta un trattamento preferenziale del tipo che il mondo gira intorno a lui;

- E’ carismatico e convincente: quando è interessato ad una persona riesce a farla sentire speciale e desiderata; quando però perde interesse, dopo aver ottenuto ciò che ha voluto, la lascia, la allontana senza una ragione, ignorando le attenzioni che gli vengono ancora attribuite;

- Ha personalità grandiosa, manifestando un senso esagerato del proprio potere, della propria importanza, esprimendo il senso che prova e cioè che gli altri non potranno vivere senza i suoi contributi;

- Suscita spesso emozioni negative per come si pone, invero nemmeno avvertendo a propria volta emozioni positive; è molto sensibile alle offese e alle disattenzioni percepite, alle critiche, rispondendo ad esse in modo scontroso, freddo distaccato; attacca se si sente attaccato nella autostima, criticando, giudicando, addebitando la colpa all’atro proprio interlocutore; in questa condizione fa sentire l’altro in una condizione di inferiorità pazzesca;

- E’ manipolativo usando gli altri come estensione del sé; può usare il proprio partner, figlio, amico, collega per soddisfare le proprie esigenze e realizzare i propri sogni, pronto a rinnegare chi ha usato se questi non è divenuto ciò che lui desidera; è maestro nel senso di colpa facendo credere all’altro che lui fa tanti sacrifici non ricambiati.


Ebbene.

Laddove si ritenga di avere a che fare con un narcisista patologico e di avere una relazione amorosa con esso, occorre lucidamente cercare – e l’operazione non è facile, a volte impossibile senza aiuto – quei segnali che confermino la relazione stessa e le caratteristiche del partner. Precisamente.

Si traggano spunti per individuare i segnali di cui sopra dai seguenti agiti:

- cambiamenti di idea improvvisi, per affermare il proprio libero arbitrio;

- negazione di cose appena dette o di agiti appena posti in essere, facendo credere l’errore in chi ha assistito che viene tacciato di “pazzia” o di essere una persona bugiarda; nega anche di fronte alla evidenza, fenomeno questo denominato gaslighting che è un tratto caratteristico del narcisista [per es. il marito che manipola gli ambienti domestici facendo credere alla moglie di ricordare male e di vedere situazioni inesistenti];

- manifestazione di bontà, affidabilità, fascino di fronte a tutti per migliorare la propria autostima;

- strategie nel mantenere il proprio partner vicino a sé per timore di rimanere soli, di essere abbandonati e sprigionando abilità grandi nell’esercizio del controllo altrui: una strategia classica è quella del silenzio a seguito di una discussione per ristabilire nuovamente il controllo sull’altro, ottenendone nuovamente l’attenzione;

- avarizia per l’altro, non avarizia per sé stessi; non si aspettino regali dal narcisista salvo che li faccia per ottenere qualche cosa, ovvero che essi vengano fatti davanti ad una platea e ciò per riflettere una importante propria immagine di sé;

- scomparsa in occasione di festività o vacanze, di cerimonie, non rivestendo interesse per esse né nutrendo preoccupazione di creare un dispiacere al partner e alle persone che hanno determinato gli eventi;

- manifestazione esplicita di pensieri negativi sulla immagine del partner assente ad una platea di ascoltatori, riferendo di colpe inesistenti e comunque di immagini negative della persona in questione, caduta invero nella trappola del narcisista patologico.


Si ritengono individuate alcune di queste caratteristiche?

Si ritiene sperimentato lo stare malissimo per fatto del narcisista patologico?

Come gestire il rapporto, se opportuno, ovvero come determinare la fine del rapporto, se necessario?

E’ possibile cercare di aiutare questa persona a farsi seguire da uno specialista, consapevoli del fatto che occorrerà guardarsi dalla reazione ad una simile proposta, reazione che potrebbe anche essere rabbiosa?

Il Counselor Psicobiologico è necessario per le riflessioni di opportunità, tenuto conto che i segnali sopra elencati possono davvero spaventare, essendo il disturbo narcisistico serio.

IL Counselor Psicobiologico con le sue metodologie scientifiche ed il potere delle domande accompagna nelle riflessioni per cercare di capire come preferibile muoversi per non soccombere.

Il percorso verterà verso l’acquisizione di consapevolezza dell’effetto “risucchio” che il narcisista patologico metterà in atto quale un vero e proprio stalker nel momento del suo sentiment circa l’incrinarsi del rapporto con il partner per impedirgli di andarsene.

Il percorso sosterrà la vittima nel tentativo di uscire dal vortice manipolatorio da parte di una personalità che difficilmente cambia ma che finirà con il ripetere le medesime dinamiche e che di fronte a nuova crisi e a nuovo conflitto potrebbe reagire in maniera ancora più aggressiva.

Il Counselor Psicobiologico è quel professionista a cui chiedere aiuto quando ci si sente intrappolati dentro la relazione soffocante dove si vivono dinamiche disfunzionali e sembra di essere incapaci di acquisire equilibrio personale.

Il Counselor psicobiologico è il professionista che può accompagnare, ragionando ed alimentando l’autostima che c’è in ciascuno di noi, a mantenere una posizione ferma, non vacillante per interrompere il contatto con il narcisista patologico che farà di tutto per mantenere l’invischiante dannoso rapporto, cioè ad impedire ogni possibilità di nuovo inglobamento.

Da soli una tale situazione non si supera; si chieda aiuto. Il Counselor è qui per voi.


Dr.ssa Enrichetta Proverbio

Counselor Psicobiologico


4 visualizzazioni0 commenti

Comments


bottom of page