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Il cervello oppioide: l’allenamento al benessere


Distribuzione dei recettori μ-oppioidi nel cervello umano (credito: Doi: 10.1016/j.neuroimage. 2020.116922 - NeuroImage)


Studi scientifici hanno dimostrato che la morfina, uno degli oppiacei per eccellenza, si lega ai neurorecettori del nostro cervello che interessano le aree di gestione dell’umore e delle sensazioni di dolore. Una volta scoperto questo legame tra sostanze “esogene” e i neurorecettori, si pose immediatamente la questione di quale fosse la produzione “endogena” del cervello umano che ha per così dire reso necessario disporre di detti neurorecettori, che sono in grado di recepire, appunto, solo se riconoscono ciò che sta tendando di combinarsi con loro, come in un puzzle dove, alla fine, tutti i singoli pezzi devono combaciare.


Il sistema oppioide si articola in molteplici recettori, i quali svolgono funzioni molto diverse, funzioni fisiologiche, quali ad esempio la regolazione della risposta immunitaria, la regolazione della attività sessuale, l’innalzamento della soglia al dolore; gli è riconosciuto altresì un ruolo in alcune attività mentali, quali la sensazione di benessere, l’equilibrio emotivo, la memoria e l’apprendimento, il tono dell’umore, le funzioni cognitive.


Se analizziamo cosa accade a chi assume derivati dell’oppio, possiamo in linea di massima affermare che si può parlare di un senso di pace indotto, di positiva indifferenza agli eventi esterni, di riduzione delle reazioni emotive e del grado di minaccia percepito, quindi degli stati d’ansia, che al contrario ci portano a concentrarci sulle reazioni agli eventi esterni, per anticiparli ed evitare i pericoli che percepiamo come imminenti. È come se calasse una fitta coltre di neve ad avvolgere tutto il “paesaggio”: gli oppiacei attutiscono tutto, dai sensi di colpa, alle paure; in poche parole, danno serenità.


Ma si arrivò ben presto a scoprire la nostra produzione “interna” personale di oppiacei naturali: uno tra questi è molto conosciuto e ormai è di dominio pubblico. Parliamo delle endorfine, che vengono prodotte dal nostro sistema quando ad esempio ci dedichiamo ad un’attività sportiva molto intesa (in particolare la maratona). Esistono almeno 20 differenti tipi di endorfine, ma la più studiata è la beta-endorfina.


Non solo: rilasciamo endorfine anche quando ridiamo, ci innamoriamo, facciamo sesso e mangiamo un pasto delizioso. Studiando oltre questo interessante fenomeno, si è scoperto che vi sono tre fattori molto concreti in particolare che influenzano la funzione dei recettori endogeni degli oppioidi nel cervello: l’età, il sesso, e la dipendenza dal fumo. Nello specifico, l’età avanzata ed il sesso maschile sembrano essere riconducibili ad un aumento di questi recettori nella corteccia del cervello, mentre il fumo potrebbe essere collegato ad una riduzione di questi recettori in quasi tutte le aree del cervello.


Lo stato di benessere simile appunto a quello sperimentato da chi assume gli oppiacei “esogeni” viene reso disponibile in modo molto ben calibrato in natura; il cervello, addirittura, ne sopprime la produzione in chi invece li assume artificialmente, causando un profondo malessere: questo è il costo che la natura impone, quando la produzione endogena di questi neurotrasmettitori è soppressa come reazione all’assunzione artificiale.

Come allenarsi con il Counseling Psicobiologico per aumentare la produzione endogena degli oppiacei

Partendo da queste premesse, è evidente la necessità di aumentare o quanto meno di mantenere costante un buon livello di produzione degli oppiacei endogeni a salvaguardia del nostro benessere. Il percorso che si può seguire attraverso il Counseling Psicobiologico costituisce un vero e proprio “allenamento”, basato su metodi scientifici e strumenti operativi. I traguardi saranno costantemente monitorati grazie al feed back del Counselor.


Sarà così possibile sperimentare un aumento della produzione di neurotrasmettitori (e degli ormoni) del benessere – di cui sopra si è fatto breve cenno - sia mediate un’attività di tipo introspettivo che contestuale estrinseca per raggiungere e/o migliorare quell’equilibrio mente-corpo che è imprescindibile per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo di miglioramento personale.


Dott.ssa Jasmine Lara Bettinelli Counselor Psicobiologico


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